
CARPE
DIEM ad Angera
Un’esposizione di orologi?
No, nonostante le apparenze, si
tratta di una mostra dedicata al tempo, compagno ineludibile della nostra
esistenza. La mostra è quella che ogni anno Eva Hodinovà propone di questi
tempi allo Studio d’Arte Liberty di Angera. Una riflessione, quella sul
tempo, che l’artista ha già affrontato nelle passate “personali”, attraverso
ricerche improntate alle culture del passato, o utilizzando meccanismi di
orologi come elementi simbolico-compositivi. Una tematica che torna alla
ribalta in modo più accentuato e diretto. Il tempo è una dimensione concreta
della nostra esistenza, nonostante si faccia di tutto per eluderlo. Assieme
allo spazio è uno degli elementi che concorrono a formare il nostro universo;
scandisce la nostra vita, imponendole abitudini e costrizioni; inarrestabile
e misterioso, stride con la brevità dell’esperienza umana, determinando la
memoria e l’oblio. L’uomo ha tentato di dominarlo, misurandolo con strumenti
sempre più perfetti e sofisticati, ma il confronto è improcrastinabile. Per
l’artista il tempo è l’unico vero giudice della sua opera e l’orologio,
interpretato dando libero sfogo alla creatività, diventa emblema di tale
attesa. Se non forse per le lancette, qualche raro pendolo e altri
particolari minimali, i lavori della Hodinovà avrebbero poco a che fare con
gli orologi tradizionali. Assistiamo invece a interpretazioni fantastiche
basate su applicazioni di ceramica raku, abilmente supportata da materiali
profani di efficace resa formale: marmo, polvere di marmo, legno, ferro,
terra sigillata, raku, naked raku, vetroresina, plexiglas, plastica e tela
pittorica. Il tutto abbinato con gusto ed eleganza, dando vita a forme
allusive, forse poco pratiche, ma curiose e stimolanti. Il tempo,
interpretato come una vicenda ludica e con un approccio ironico sembra così
attenuare la sua contiguità assumendo aspetti meno dissonanti. Anche in
questa circostanza la Hodinovà dimostra di avere raggiunto una propria
singolarità espressiva, sviluppata con non comune abilità tecnica e facendo
affidamento su un vasto immaginario.
Ettore
Ceriani
Tratto da
Cronaca, Prealpina - 30 Agosto 2004
Le Isole della Hodinovà ad
Angera
Le
isole della Hodinovà sono puramente mentali e si riferiscono
a quattro elementi: la terra, il fuoco, l’aria e l’acqua,
ognuno interpretato dando la prevalenza ad un colore
caratterizzante, nell’ordine: terre, rosso, bianco e
turchese.
L’artista interpreta i quattro elementi con dipinti,
ceramiche Raku e sculture, dimostrando in tutti i campi una
distintiva personalità, ricchezza di invenzioni, grande
sensibilità alle intuizioni cromatiche e nella scultura una
personale rivisitazione della forma, interpreta con varietà
di materiali e con elegante equilibrio strutturale.
Significativi soprattutto alcuni lavori realizzati con una
tecnica molto laboriosa ed impegnativa, quale la “terra
sigillata detta anche “Raku dolce”……
Si sono fatti ancor più lineari i riferimenti simbolici,
molte volte appena accennati o vagamente palesati nel pulito
gioco dei colori, che invece sono vigorosamente evocativi e
sanno evidenziare in modo efficace le forze arcane ed il
mistero che circonda i quattro elementi.
Si tratta quindi di una mostra bella e stimolante, capace di
suscitare emozioni
e di sottolineare come la ceramica sia da considerare ramo
nobile dell’arte a tutti gli effetti.
Ettore
Ceriani
Tratto dalla Prealpina 1 Settembre 2003

Eva Hodinovà artista della materia
Mostra, www.
Nostalgia .it
Studio d’ Arte Liberty, Angera.
Un accostamento affascinante e originale tra i simboli
della civiltà del presente
e quelli del passato.
Il presente è materializzato in sculture e dipinti
polimaterici costruiti con frammenti di computer e materiale
elettronico, il passato da una serie di dipinti a fondi a
cretto nei quali sono riportate figure antropomorfe stilizzate
che richiamano, in chiave personale, antiche culture dei
cinque continenti.Il contrasto tra antico e moderno è solo
apparente. In realtà un unico filo conduttore lega il mondo
attuale alle origini dell’umanità.
Ogni civiltà ha un limite, una fine e i posteri troveranno i
resti dei nostri computer, della nostra tecnologia come noi
abbiamo scoperto i nostri progenitori nei graffiti stilizzati
delle caverne.Con il titolo dato alla mostra “www. Nostalgia
.it”l’artista intende, in un certo senso, mettere in
discussione la modernità, o meglio, far comprendere la
necessità di non dimenticare le nostre origini, il nostro
passato perché è in esso che affondano le radici del
presente e da esso nascerà il futuro.
Laura
Tirelli
tratto da Clio
- periodico Culturale di Storia
Arte
e Natura settembre 2001

L'arte
di sperimentare vuole dire crescere, vivere e scoprire.
Non
sono molti gli artisti che hanno una propensione alla
sperimentazione continua e sul percorso d'arte attuano
continue sfide alla propria creatività. Per Eva Hodinovà
praghese di nascita e di cultura, italiana di adozione,
sperimentare è crescere, è vivere, è scoprire. Entro tale
procedere e da leggere la mostra personale
"Ritrovamenti", in cui l'arricchimento derivato si
riversa nelle opere che scaturiscono dalle potenzialità dei
materiali e dalle tecniche sempre rinnovate. Le tappe sono
tutte molto significative.
L'inizio avviene
con le tecniche miste che coinvolgono terre e ossidi, con la
presenza determinante dell'oro; nel tempo, sempre più
aggressivo diviene il tocco graffiante a indicare lo scavo
personale, sia nelle tematiche, sia nelle realizzazioni. A un
certo punto, 1'artista ha scoperto la ceramica Raku,
antichissimo metodo per ottenere oggetti con un impasto
peculiare che nel raffreddamento acquisisce modulazioni di
colore e di forma impreviste: Eva crea pezzi
che suggeriscono andamenti segreti, nel misterioso
farsi della materia. Intanto, le tele divengono sempre più
campo di nuove metamorfosi proiettate verso la trimensionalità.
Quei segni, quei graffiti, quei solchi, che appartengono gli
antichi ritrovamenti, procedendo verso orizzonti simbolici,
ora si attestano entro opere scultoree. La trimensionalita è
la molla entro cui situare la sua attuale ricerca,
trasfigurazione e rimemorazione per ritrovamenti che prima
erano vissuti entro ritmi cromatici di lacerazioni e di
cancellazioni. Le sculture si animano di frammentazioni, di
trasparenze, in un rimando denso di mistero. Sottili reti,
oggetti e materiali di recupero, danno vita a forme strane
dove tempo e memoria si fondono in una seduzione visiva molto
efficace. In"Attrazione", si annotano versioni in
positivo-negativo di energie che si affrontano su lunghi steli
in ferro scuro, scomposizione e ricomposizione di sottili
reti, di materiale ceramico, con la presenza dell’oro a
evocare mondi e temporalità immaginarie.
Cosi per la “Porta Santa”, omaggio al Giubileo del
Duemila, ripercorrendo e imprigionando visioni del
passato. Tutta I'arte di Eva Hodinovà si muove tra tali polarità,
anche nelle più recenti opere su tela, trafitte e ricongiunte
nei loro spazi vuoti da lacci, corde, viaggio spazio-temporale
verso le arcane, fantastiche visioni, affluite nella sua anima
da una dimensione di trascendenza allusiva e fortemente
sensibile.
Fabrizia
Buzio Negri
L'ARTISTA
DEL MESE
tratto da VARESE MESE- settembre
2000
Hanno
scritto di lei...
Alessandra
Benabbi - Elio Bertozzi - Adriana Bolchini - Corrado Bordobi -
Giuseppe Bosich - Siro Brondoni - Ettore Ceriani - Everardo
Dalla Noce - Antonino De Bono - Lucio Del Gobbo - Giorgio
Falossi - Carlo Franza - Norberto Furlani - Carlo A.
Gianinazzi - Adriano Guarneri - Angelo Mistrangelo - Mario
Monteverdi - Donatella Muffato - Andrea Nannia - Fabrizia
Buzio Negri - Barbara Romano - Giorgio Rota - Plinio Sidoli -
Luigi Stadera - Luigi Valerio - Svatava Vynal - Antonella
Visconti - Rebecca Rodin -
Eva Kratkà - Laura Tirelli...
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Chi volesse approfondire la conoscenza dell'artista, può farlo
visitando la sua galleria d'arte telematica |
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o visitare la rassegna
d'Arte Raku all'url
http://www.arteraku.it/ |
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