| Incontrare
questo artista e sentirsi rapiti e' un tutt'uno.
Con
le sue opere si entra in una dimensione che lui stesso definisce
metafisica, ma che possiede una forza comunicativa, che pur prendendo
spunti dal maestro ispiratore Giorgio De Chirico, riesce ad assume una
personalita' propria e totalmente individuale che puo' aiutare gli
osservatori ad amare questo tipo d'arte, da molti ritenuta prima,
difficile.
E'
la semplicita' delle immagini quella che colpisce e conquista, e' il
tratto forte e vigoroso, sono i colori netti e taglienti, forti e
aggressivi insieme, ma che si armonizzano gli uni agli altri, proprio
come se amziche' pennello e spatole, il pittore usasse degli strumenti
musicali, perfettamente accordati fra loro, che riescono a toccare le
corde profonde dell'animo dell'osservatore.
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L'origine
mediterranea ha certamente un ruolo dominante, una valenza
indiscutibile, perche' le immagini sono arricchite da simbolismi
archetipici, propri delle genti mediterranee.
Nei
suoi quadri si vede il dolore, la gioia, il senso d'oppressione, che
questo artista sente profondamente nel proprio animo, ma non appare mai
la rassegnazione, infatti anche quando il cielo incombe sulle figure e
sulla terra, quando intorno si fa buio, c'e' sempre un punto luminoso,
una luce che emerge e illumina irradiandosi verso le zone scure.
E'
il senso di ottimismo, che evidentemente caratterizza il Conciatori
uomo, nei suoi quadri non mancano mai i colori della gioia e della
forza: rosso, arancio e giallo, punti fermi e costanti in ogni sua
realizzazione.
Adriana
Bolchini
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