Il tempo sospeso - pag. 2

raccolta tratta dal volume di Pietro Barbera

 


 

Tutto si muove

Il mare

oggi

ha perso le onde.

Il vento

è senz’alito.

Il sole,

fiero si specchia

nei cristalli di quarzo

dei tersi fondali.

Tutto tace, sospeso.

Muti i gabbiani.

Fermi i corpi bruniti.

Statue le fronde degli alberi.

Tutto è vaporosa quiete, rovente.

Nel cuore  un’eco assordante,

urla il tuo nome.

Tu piano ti avvicini

e siedi accanto

ai miei pensieri.

Tutto si muove d’incanto.

 

Limoni

ho catturato il sole

l'ho appeso agli alberi,

verdi di foglie lucenti.

Tondi e gialli limoni,

pieni degli umori

della mia terra.

 

 L'aquilone

È  passato un secolo

dall’ultima volta

che ho tenuto in mano il tuo cuore.

Come  un aquilone lo tiravo

e lui  sorseggiava l’aria

con mille piroette

e la coda attorcigliata.

D’improvviso mi è rimasto

solo il filo tra le mani.

Una turbolenta  folata

me l’ha strappato.

Mentre planava lento

ho seguito il suo tragitto

fino al suolo.

Frugando nel bosco

l’ho ritrovato disteso

su un letto di rovi.

Mi sono mosso tra spine

e rami secchi

districandolo delicatamente.

L’ho stretto forte al nodo del filo.

Ora sono pronto,

qui,

aspettando una bella giornata

di vento

per farlo volare ancora più in alto.

 

Tre pesci rossi

Tre pesci rossi in una boccia

d’acqua trasparente

muovono le pinne

dipingendo casuali percorsi

di gioia nella tua mente,

oh bimba mia.

Nuotano liberi

nelle ampolle dei tuoi occhi

che intravedono per loro

acquari senza limiti

nel mare della tua fantasia.

Per ogni bolla dalla loro bocca

tu esprimi un desiderio

prima che questa tocchi

il pelo dell’acqua.

Anch’io ne ho uno.

Poter conservare

il tuo allegro sorriso

fino a che l’ultimo pensiero

lasci la mia mente,

svanendo nel cielo

come una bolla.

 

Infiniti vuoti

Scaldo parole

rigonfie d’aria.

Interminabili silenzi

siderali

esplorerò

in cerca di ancestrali abissi.

Svuotate galassie,

dalle geometrie cristalline

bramose di

un sole gravitazionale.

Fuggenti ruggiti

di veementi trascorsi.

Rotte mai tracciate,

d’allineamenti contorti.

Estasi magnetica

di trascendentale amore…

Legami sconnessi

nel corto circuito

dell’anima.

 

L'archeologo

Ti sarò grato per sempre,

Poesia.

Restituisci momenti sepolti

negli strati della memoria.

Sedimenti di vita

cementificati

nell’impasto di smarriti ricordi.

Come un archeologo,

la penna una  piccozza,

per fiaccola la fantasia,

rimuovo la coltre di fango,

frugo

tra le sabbie mobili

della coscienza.

Ripago, al fine,

la immane fatica

di fronte al riverbero

di un gioiello arrugginito.

Lucido ogni spigolo e rientranza,

rispuntano volti con occhi parlanti,

atmosfere colme di denso piacere,

rotti pianti d’amore e tristezza.

Un semplice, bianco, foglio

una delle teche

di un grande museo

di rinate emozioni.

Sprizzo di gioia al cospetto

dell’ultimo amuleto ritrovato.

Che sia un lacero osso

o  un opale iridescente

fa lo stesso.

In pugno, a me pare,

di stringere un raro diamante.

Brillerà  sempre per le mie pupille.

 

La valigia

Partirei per un viaggio senza meta ne fine.

Nella valigia metterei l’essenziale.

Un cappotto caldo di emozioni vissute.

Una maglietta sottile di amori profumati.

Un paio di mutande, indimenticabili,

come gli occhi di mia figlia.

Un paio di calzini,

come le  fatiche lavorative

delle quali, di tanto in tanto,

si può fare a meno.

Un paio di scarpe dalla suola robusta

come l’esperienze, utili

per affrontare un lungo cammino.

Un paio di calzoni  resistenti

per sedersi comodi su ogni cosa,

come la coscienza,

facili da lavare quando si sporcano.

Un costume da bagno per immergersi

nel mare della solitudine

venendone a galla, per prendere fiato,

con poche bracciate.

Una matita e un foglio bianco

per afferrare

con un balzo felino

le mie fugaci riflessioni

nella savana desertica

degli uomini.


Se la musica di sottofondo è di vostro gradimento, scaricate qui il file zippato

© Brisa Diseños. Copyright, Marzo 2003