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Un balzo e
cadremo nel ghetto
trascinando
ai piedi catene
usate, torte,
arrugginite,
là dove suona
la fanfara
si leva un
canto di fanciulli
e come un'eco
muore.
Un fumo
greve, giallastro
spande onde
di dolore
bocche
serrate nello spasimo
dell'ultimo
istante di agonia
squarciano le
tenebre del giorno
e restano
spalancate.
Ricordo
ancora i tuoi occhi.


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