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La
parola è più veloce del piede
e
non restano che i sospiri
a
tramutarsi in farfalle variopinte
nell'azzurro
velame
impalpabile
e radioso
del
vento immutabile dell'est.
Attraverso
le antiche strade
si
celano le colpe
ed
i martoriati attimi
di
gloria irrompono
nell'insorgere
del pentimento
ed
annullano la volontà.
Così
continua la storia
così
si ripete eguale
e
si incammina verso la meta
verso
la fine
ma
segue un nuovo inizio.
Trovare
un attimo
nascosto
nel tempo
sempre
più logoro
sempre
meno libero
e
credere di andarsene
ma
non sapere dove
perché
la notte ha 1000 occhi
e
il giorno non consente
la
libertà dell'essere
nel
suo peregrinare eterno
e
sentirsi prigionieri
di
una realtà che incalza
e
cinge di catene i polsi
e
chiude gli occhi.
Così
un balzo verso l'ignoto
non
protegge ma svela
la
differenza sciocca
fra
il camminare
ed
il fuggire inutile.
Ovunque
io mi volti
qualunque
cosa tocchi
sento
l'ipocrisia del tutto
nell'essere
ciò che non si è
nell'avere
ciò che non si vuole
e
nel pretendere l'impossibile.
Ma
ancora ci resta
la
speranza di morire
e
forse non per sempre
anche
se non si può
chiedere
aiuto al cielo
arrampicarsi
sui vetri
nel
labirinto della mente
nel
non capire il nesso
il
senso del nonsenso
di
un volto sfocato
e
basterebbe un gesto
e
basterebbe un atto di coraggio
e
cambierebbe la storia
ma
non si può! Non si deve!
Travolgere
la vita altrui.
Che
vale allora perdersi
se
l'allodola ha smesso il suo canto
e
la formica ha sospeso il lavoro?
Forse
che la nuova via
sia
lastricata di gemme?
Per
scambiarle con le lacrime
di
loro, gli altri?
Forse
sarebbe bello
seguire
la logica della vita
che
nasce dalla morte
e
non domandarsi:
chi ho ucciso oggi?
a chi devo la vita?
chi travolgerò domani?
Guardarsi
le mani
che
grondano di sangue
per
lavarlo con le lacrime
di
un desiderio irrisolto
e
sperare di purificarsi
nel
dolore assurdo
della
rinuncia
nel
pianto sterile
di
una solitudine profonda
e
poi ancora chiedersi:
se mai verrà la fine
se mai verrà la pace
se mai esista un angolo
un paradiso in cui
la parola LIBERTA' abbia
valore
e non limiti l'altrui
e viceversa.
Altrimenti...
tutto sarebbe inutile
ed allora, tanto varrebbe
mordere l'attimo e...
UCCIDERE
!
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