Nel calice dell'essere


Con una piuma invisibile
tra le dita
priva d'inchiostro,
disegnavo il sogno.


Mi sdraiavo sul letto
del mio malessere
sorseggiando lentamente
dal calice del mio essere,
per sentire il liquido della tristezza
scendere nella gola,
una miscela tenera di malinconia
e notte.


Insufficiente bellezza nei colori
mentre assaporo ancora
il gusto di cambiare
gli odori della vita.


Nel calice
sbiaditi dubbi,
sensazione di Maestrale senza vento,
l' ebbrezza di voler distruggere
l'incanto del sogno.
Al sole che piove
trema l'anima.


In quei tremiti,
viaggio verso la notte
che mai saprà di vita.


Mi rapisco a me stessa
dal labirinto del vivere,
ascolto l'indifferenza
dei silenzi.


Nel calice del mio cuore
sabbia che racchiude sogni.
Mi ubriaco di me,
non oso regalarmi un sorriso,
trema ancora l'anima.


Una sfumatura di cielo,
mi rialzo dal letto
del mio malessere.


Bevo dal calice l'ultima goccia,
la piuma ancora
tra le mie dita,
con un soffio di respiro
la soffio via
tanta....
ancora troppa notte adesso.
Ancora stordita.....
cerco almeno di afferrare
il presente
del mio essere.