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Dylan
è un vecchio pastore belga pepe e sale, direi che è la memoria storica dei
cani che sono vissuti nel suo stesso giardino.
Prima
di lui ce ne sono stati altri, ma per varie traversie o non hanno avuto vita
lunga o sono andati altrove, lui è
comunque il più longevo e da quando è qui ha già visto succedersi uno
splendido terranova di nome Baloo ed un pestifero riesenschnauzer chiamato
Never, adesso con lui c’è il giovane Eddy, un rosso malpelo bellissimo e
altezzoso come tutti i setter irlandesi.
Dylan
non ha soltanto visto succedersi i compagni della sua razza, ha anche visto
avvicendarsi parenti, amici e aiutanti.
I
miei genitori venivano qui periodicamente da Milano, qui è campagna, e per
qualche pausa dalla vita cittadina, è una località comoda e vicina alla grande
città; mio padre era molto affezionato ai cani, si può dire che erano la sua
unica compagnia, in questo paese la gente è piuttosto chiusa con chi non è del
posto, così lui faceva lunghe chiacchierate con loro e soprattutto con Dylan,
proprio
da lui ribattezzato “Fifola”.
E
all’apparenza, non a torto, direi, perché Dylan in effetti ha un
comportamento molto particolare, non si lascia accostare facilmente e per farti
capire di non tormentarlo “sorride” scoprendo i denti, non vuole attaccare,
scodinzola perfino, però ha questo strano sorriso per cui a tratti sembra quasi
che abbia paura.
In
realtà, giocando sull’equivoco, è lui a far paura agli altri, che rimangono
incerti e lo accostano con cautela.
Io
direi che Fifola è un cane affettuoso ma nel contempo riservato e molto
riflessivo, che ha trovato il modo di svolgere il suo compito senza sprecare
troppe energie e senza essere importunato.
Quando
vuole essere coccolato, spazzolato, o reclamare il biscotto, si fa intendere
benissimo, così come, quando ha qualche guaietto di salute, sa fare il malato
come pochi.
E’
insomma il classico tipo che sa vivere, è dolce ma non invadente, ha tutte le
sue abitudini e da lì non deroga, ma per sua e nostra fortuna è un cane
sensibilissimo ed equilibrato e adesso, meritata-mente, gode il ruolo del
“grande vecchio” proprio come fanno gli anziani del genere umano che hanno
vissuto con saggezza.
Ione
Vernazza

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