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Attorno alla costruzione di una casa in un terreno
dove c'era il granoturco gallerie di figure ordinarie o singolari
esercitano al senso della vita.
PRESENTAZIONE
La stesura delle pagine
di questo libro, in parte autobiografiche e molto più spesso romanzate,
mi ha tenuto compagnia per poco meno di due anni: sono state scritte
rubando il tempo alle mille incombenze della vita quotidiana, ma sono
rimaste sempre aderenti all'esigenza di un'indagine non ancora risolta,
anzi forse appena iniziata. L'intreccio delle storie raccontate mi è
servito da ispirazione e da supporto per esprimere emozioni altrimenti
destinate a rimanere ancora latenti e vanamente confuse, come spesso
succede nella gara alla sopravvivenza cui tutti siamo iscritti
obbligatoriamente a partecipare fin dalla nascita.
La vita però è ben
altra cosa, e vanifica impietosamente ogni gara priva di significato,
trascinata nel meccanico succedersi di giornate comunque troppo preziose
per finire perdute nel nulla; non mi sembra presuntuoso voler
partecipare, nel mio piccolo, a tracciare qualche segno sul ponte
immaginario ed essenziale dell'umana comunicazione. Qualche volta mi sono
avvalsa di parole o frasi in dialetto, quasi mai con la legenda in
italiano, senza conoscerne l'esatta veste grafica, attratta dalla loro
musicalità o dai ricordi che affioravano nelle memorie del mio passato
prossimo e remoto.
Di me stessa posso
dire che sono nata in Emilia, sono cresciuta e diventata più che
grandicella, vivendo una vita nella norma, ho studiato, mi sono laureata,
ho svolto attività in settori diversi, ho collaborato a formare una
famiglia, mi sono lungamente interessata a discipline eterogenee, ed ho
scritto e pubblicato molti racconti; questo è il mio primo, e spero non
ultimo, lavoro di un certo respiro, un modesto ponte di liane,
strumento primitivo ma sempre utile per superare normali burroni di
limitate foreste.
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