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Muse nell'Arte
Ogni
artista possiede una particolare sensibilità, che lo rende capace di percepire
e di far suoi alcuni momenti dell’esistenza, che stimolano in lui una reazione
emotiva.
Non
ha importanza per il poeta o per il narratore, se queste emozioni non gli sono
proprie e non le ha vissute in prima persona, ciò che conta è la sua capacità
di coglierne appieno il grande flusso emozionale, ma soprattutto riuscire a
trasmetterlo agli altri, attraverso le sue descrizioni. Questa è la
caratteristica che crea la differenza fra un semplice scrittore e l’artista.
E'
in uso pensare che queste capacità, non siano semplicemente doti innate
nell'individuo, ma all’entrata in relazione con le muse ispiratrici, di
origine mitologica ellenica.
Queste
nate dall’unione di Giove a Mnemosine, nei pressi del monte Olimpo, in
Tessaglia, secondo la tradizione, in origine erano soltanto tre: Melète, Mnème.
Aède e sarebbero state destinate alla cura delle sorgenti e dei luoghi solitari
irrigati dai ruscelli. Il seguito
diventarono nove ed a loro venne attribuito il dono divino dell’ispirazione
poetica e del risveglio alle arti e agli studi:
Calliope
– poesia e narrativa
Tersicore
– poesia lirica corale e danza
Erato
– poesia amorosa e in seguito anche la geometria
Euterpe
– poesia lirica e musica, in particolare l’auletica (a lei venne attribuito
l’invenzione del flauto, che in greco si chiama àulos)
Melpomene
– poesia tragica
Clio
– musa della storia
Tana
– commedia
Urania
– geometria e astronomia
Pohnnia
- musica sacra, anche se non le
sono stati riconosciuti attributi particolari.
Adriana
Bolchini
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