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Quando lasciai il tuo ventre
... oh madre ...
ero già sua prigioniera.
Una catena d'amore infinita
d'esaltazione acerba, impossibile.
La mia mente con la sua
sprofondava nelle nebbie,
meandri tortuosi del pensiero.
Scaverò voragini nel petto
per strappare un inutile cuore,
buono solo a sfamare la canea,
immolato nei postriboli del mondo,
cieco come la rabbia che mi pesa,
dilaniato fra impotenza e desiderio
e
fuggirò da lui, da questo tunnel,
per non sentire più il suo richiamo.

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