La
piccola Psiche
aveva
corso sui prati
e
col sorriso stanco
piegava
le labbra
come
in una smorfia.
L'opaca
trasparenza della nebbia
avvolgeva
la pianura
mentre
l'azzurro si dileguava
fra
gli ultimi bagliori
che
salivano a occidente.
Il
tempo scandiva
anche
i battiti del cuore
e
un rigolo di sudore
le
imperlava la fronte
e
cascate di riccioli corvini.
Gli
occhi lanciavano fiamme
da
far invidia al tramonto
e
un fremito scuoteva
i
rigonfi dei seni
in
cerca di una carezza.
Amore
le sedeva accanto
e
l'ammirava incantato
come
si fa con una dea
temeva
di sciuparla
nell'accettare
quell'offerta.
La
baciņ con lo sguardo
carico
d'amore e di promesse
poi.....
fu l'estasi del possesso
mentre
la luce
pian
piano..... si spegneva.
(Dedicata
a una coppia di giovanissimi innamorati)
|