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Camminando…
Si attutiscono i miei passi
sul lamento dell’erba
che docile si piega
mentre rasento l’argine
lambito dal fiume di fango
che come un serpente si snoda
strisciando nei sotterranei
solleticando l’eldorado greto.
Tentativo vano di un cammino
gorgogliante d’ansia
verso una meta lontana
per me irraggiungibile
quell’amplesso spumeggiante
che solo il mar sa dare.
Riflessi crepuscolari rimbalzano
dai flutti ai miei occhi
sommergendoli in un tramonto
di un sogno impossibile.
L'immagine è opera di Micael Whelan
Seta gialla
Quasi con timore ti offri
allo specchio dei sogni
leggiadra piroetti sorridendo
il fruscio della seta m’arriva
fisso quei boccioli che premono
ridestando in me l’ardore
se guardo poi quel velo
dalle trasparenze vanitose
che si fondono nel giallo
nulla più frena il mio passo e…
mentre tu guardi oltre il vetro
m’avvicino e il collo ti sfioro
gli indici insinuo sotto le spalline
a far scivolar quella foglia dorata
per scoprir un caldo giacimento
che si fonderà di nuovo in me
preda ormai indifesa...succube
del tuo voluttuoso luccichio.
I colori della Morte
Sbarra i tuoi occhi Morte!
Mostrami di che colore sono
in quale profondità scenderò
senza assillo alcuno
col cuore colmo di serenità
con la dolce consapevolezza
che gli inferi sono azzurri
come l’acqua che da la vita,
alza quella nera maschera e
che un vento nuovo entri in te.
Vedi? In fondo cara Morte
il tuo sguardo è piacevole
ora che ti conosco meglio
ed ha riflessi di fuoco.
Per chi non sa…
Quelle nudità consenzienti
scivolando tra i fiori
spuntati sui cuscini di seta
silenziose e innocenti
nell’immobilità dei sensi
ingannerebbero i maliziosi
di chi non vuol vedere
mani intrecciate dietro la nuca
gambe protese verso il fuoco
di chi non può vedere
che dietro gli occhi chiusi
solo i pensieri si fondono
di chi non sa capir l’amore
fatto di viaggi immaginari
senza il vento della passione
di chi si perde in un orgasmo
sfrenato ed impaziente
che sa acquietar solo i corpi.
Sorridenti e danzanti
abbiano denudato le anime
libere di unirsi librandosi
in un amplesso di sospiri
toccando sospesi l’eternità
con le menti libere di sognare
un nuovo e insolito amore .
Vagando nell’impossibile
Ruvida e fredda pietra
che accogli il mio passo
indicandomi la via estrema
lastricata nel rimpianto
spazzata da un maestrale
che il dolore non sradica.
Pedinato dalla paura
ora avanzo carponi
cercando l’anima tua
per sorprenderla dormiente
rapirla per farne guanti
per mani bramose di passione
dardi fiammeggianti di blu
che come raggi ultravioletti
vanno a trovar la morte
nel mare delle illusioni
e sposo il silenzio
unico compagno fedele
strisciando tra fenditure
della mia amara sconfitta .
Farfalla vanitosa
Che ci fai qui,
in precario equilibrio,
dolce e leggiadra farfalla?
Ti sei posata, forse,
per carpirmi i colori
sparsi sulla mia tavolozza?
Attenta! Su. Allontanati!
Il verde smeraldo, per te,
potrebbe diventar una trappola.
Vuoi confrontarti con le mie tinte?
Sono pigmenti illusori
pronti per una anonima tela
e nulla al tuo confronto.
Tu sei Vera!
Tu sei viva!
Ora pretendi il pennello più morbido?
Lascia perdere, amica mia.
Ora ho capito.
Sei un’inguaribile vanitosa.
Ma io non posso e …
non voglio truccarti!
Tu già hai avuto la tua trasformazione
frutto di una magia ancestrale
e non riuscirei a farti più bella.
Se non credi alle mie parole
rasenta piano il fiume,
la superficie ti rimanderà
i riflessi tuoi variopinti
ondeggianti tra il verde scuro
che ti farà di sfondo.
Prima che tu vada,
una raccomandazione,
incauta creatura,
non ti far irretire
da uomini senza scrupoli
diventeresti una misera esca
usata per sedur ingenue damigelle
perciò librati con precauzione
nell’azzurra bacheca del cielo
e lasciati attrar solo dai fiori
e che la loro linfa ti sia d’aiuto.



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