|
Attraverso
Icone di Tenebra
E adesso, oltre l'epilogo,
rarefatto č il volare
di quel che rimane di me,
su ali leggere di buio,
oltre le nuvole immote,
svelando piano l'ignoto
di quel che son stato,
delle occasioni non viste
di ricchezze sfiorate
e di quelle vissute.
Sussurri lontani sono eco
al silenzio profondo
del vento caduto,
le voci amate, uniche
mi raggiungono ancora
e la mia pena rimane
non poter dar loro
risposta.
Abbandono Invisibile, il Teatro.

Transitare a
Ignoto Adiacente
S'ammanta d'improvviso
il suo inganno nell'ombra,
nascosta tra le spire
delle ore notturne,
prevista ma inattesa,
(non ancora,
non adesso...)
la ladra dei sogni.
Miraggio d'un alba,
senza il vagito del sole,
sarą solo tramonto
su lama ricurva,
a tatuare di buio
gli sguardi persi
sull'ultima cometa.
(non ora,
non adesso...)

Su Vela Alata
Svanisce Il Regno
Distendo note di pensiero
nei meandri sconosciuti
di terre ancora inesplorate,
dove amplesso d'iride
forgia nuove sfumature
nel vergine sognare
nuovi mondi e nuovi dei.
Galleggio isola su oceani,
dove luce in mimesi d'onda
annega d'estasi l'anima
e solo Bellezza č regina
del mio spirito assetato
delle sue forme d'essere.
Di seta le sue carezze!
Le mie dita affondano
nella sabbia del sensibile
a scavar domande nuove
e ritrovar fuoco di perle
sulla pelle grata e ansiosa
nelle risposte gią intuite
prima che nascesse il tempo.

Diversione dEclittica
Gli oscillatori temporali
hanno scandito passaggi
a nuovi quadranti logici,
situazioni a scomparsa
casuale dalla follia fisica
creano abissi di neuroni
in ipertensione negativa
e il mondo s'avvita dolce
in un buco nero di sabbia.
Come parlare senza dire
in gestuale rito avocalico
tra fiamme ideali di pelle
incise ritorte grida nere
a scalfire dita di pioggia
su viso esplorato a metą,
con tracce di soli spenti
in soliloquio stimmatico
con l'unico vero barbarico
io.
Volare a vista inferiore
produce fenomeni strani,
non contemplati destini
nell'imprevisto vagito
solare a sciogliere statue
modellate in neve bianca,
ma che mai fu immacolata,
forgiate in subdola brace,
da fragili anime di vetro.

Architettura dInterni
Sgretolarsi
in successione infinita
di labili impulsi di luce
nell'amnio di nebulose
cieche di polveri e ceneri
d'atomi che furono mondi.
Riflettersi
nelle armi d'oro di Achille
succhiando latte alla Dea
a generare vigor di braccio
per condurre temibile cocchio
e roteare invincibile spada.
Annullarsi
nel rogo di secoli di sogni,
dove fiamme d'anima
eran ponte all'invisibile
alla ricerca non di risposte,
ma dell'unica domanda.

Aprire lo Scudo
»~~~> Gemiti d'ombra
Sperimentare bianco
di sguardo nell'oltre,
bisturi le dita aprono
squarcio di nuvole
in lampi di carne
al sacrificio offerta,
nella visione promessa
di pagana resurrezione.
»~~~> in mimesi del Vero
Violini in alato minore
tessono rete di note
a imbrigliar l'anima
come dolce sirena
in navigazione profonda
nel magma sanguigno,
levandola in bilico
alla soglia del fuoco.
»~~~> a rapir neonati i sogni
D'aria la veste estrema
ai corpi in mutate forme
in sospensione d'idea
a cibarsi di lattea fiamma
in notturno cielo di raso
e son gocce di cera fusa
a disegnare arabeschi
di parole misteriose
sulla ragnatela dei sensi.
»~~~> e plasmarli di stelle.

Insostenibile
Assenza dEco
»~~~> Ventaglio
di ciglia
Come profumo
evapora indefinito
l'ultimo pensiero
fra le nebbie lente
d'un io disgregato,
appesi gli istanti
alle code d'aquiloni
liberi nel cielo indaco,
come gemme al sole
brillano prima di svanire.
»~~~> in battito d'ali
Stanco, il nudo marmo
della sofferenza cruda,
forgiata a martellate
a disegnar crepe rosse
sull'anima, accucciata
a confondersi impaurita
nel colore scuro della terra,
bagnata dalle lacrime
dell'ultima tempesta
d'accecanti folgori.
»~~~> percuote il silenzio.

Onirici
Anacronismi Ermetici
Avvolgente
ipnosi,
nel cader del sole
nascosto allo sguardo
ammantato di notte
in crescendo stellare,
spezzando significati
ridono i giacinti
avvinti al seno
nudo della Luna,
avvolti di luce,
suggendo comete,
in oscurati sospiri,
senza saziare mai
occhi affascinati,
rapiti senza speranza
alcuna di ritorno,
laddove il sogno
languido nasceva
elfo tra le fate,
nel mistero alterato,
incantato dai fiori
rugiadosi offerti,
baciati in dolce
abbandono all'oblio,
gustando estasi
all'infinita Fonte.

torna a pagina 1 torna a pagina 2
lascia un
messaggio all'autore



©
Grįficos Amary
Copyright © 2002~Todos los
derechos reservados
|