|
DEIMOScripta
Dei
dodici apostoli
due nomi,
uno ha tradito,
nove nel coro
i rimasti,
le sfere di Platone,
i mesi del ventre,
dodici gli apostoli,
i mesi d'un anno
finito a febbraio
dodecafonico.
(Schoenberg
non ignorava
Pitagora,
forse i Rosacroce.)
La chiave segreta
è Vergine Rossa.
Nove i pianeti
il decimo
è Nemesis.
Il Sol di settima
chiude di nona.
Ad libitum...
(Inutile chiedere,
non c'è risposta
all'impossibile)

Spento il Castigo
d’Elogio Vano
~~
Sogno Visioni Angeliche ~~
~~ Senza Infernali Rimorsi ~~
Carcasse d'alberi bruciati
e terra di ceneri e sangue,
nel fumo acre d'ascesa lenta
al cielo greve e nero volano
anime spente e strappate
da demoni e uomini rinnegati.
Angeli neri sputano fiamme
nella mia coscienza dissolta,
finalmente preda di follia.
Pensieri e tenui colori sognati
persi come ombre nel mio buio,
musica, carezze di parole fiorite
cancellate dal silenzio dell'io,
come antiche navi affondate
giacciono sepolte nei fondali
della mia anima libera e pura,
che più non nutre la necessità
astrusa di motivi per essere.
(O esistere).

Rossi Cavalli al
Carro di Marte
Tramonta l'oro
al tingersi rossi
orizzonti di labbra
schiuse alla notte,
nel vento di parole
baciate sulla pelle.
Sguardi lunari
di torbida iride
ai mondi svelati,
giocano farfalle
di mani smarrite
a cercare maree,
sulle note di voci
in affannoso dono
d'anima arresa.

Rondineve in
Setargento
Di cangianti simmetrie
sinuose ombre danzano
rosse di fiamma intensa
su pareti bianche nude
dove appesi sono i ricordi
e lo sguardo che trapassa
pietosi i confini del tempo
a perdersi d'impalpabile.
Come spiriti di bosco
in evanescente nebbia,
i pensieri son sortilegi
nell'evocar le forme care
che han scalfito il nome,
inchiodandolo ai giorni
per poter tornare ancora
a perdersi d'impalpabile.
Violini nel silenzio attesi,
chiamano a seguir la voce
di parole indistinte ora,
perché vengono lontane
a svegliar magie vissute
oppur sognate o sperate,
ma certo mai dimenticate,
a perdersi d'impalpabile.

Fra i Sorrisi di
Bambole di Sèvres
Alieni sguardi intensi e rari
ai fiori dolci d'un giardino
che ha aperto i suoi segreti
nel tepor di braci mai sopite,
di sue fragranze raffinate
ebbrezza rosa a confortare
desiderio folle d'abbandono,
nel timido sfiorar di labbra,
ancora è umido lo sguardo,
confuse migrano le parole.
E note cariche d'assenzio
son argenteo velo alle ore,
a fermarne la corsa cieca,
cristalli di tempo raccolti
nello scrigno rosso in petto,
mentre aleggia ineffabile
il sorriso di un sogno puro,
all'inventarsi mondi nuovi
da esplorare, assaggiando
com'è dolce l'arcobaleno.

Pathos del Limite
Invalicabile
Incontaminate lande
del pensiero essenza
cime di ghiacci lucenti,
veritá cristalline,
territori esplorati
in ambita solitudine
da tensione all'eremo,
fiore che mai sfiorisce
in un cuore francescano,
umile nel cercar l'ignoto,
pronto e timido il sorriso
all'accolta dei fratelli
a condivider manto e pane,
persa l'anima d'estetica
dove anche l'ombra è Luce
(ogni colore è magia d'azzurro)
ma agli obliqui sguardi
di torbido rettile velenoso
di freddo acciaio in pugno,
la mia ascia riflette il Sole.

Fra Parentesi D’Eden
Angeli di terra,
corte ali alla mente
ancorata nel greve
d'involucri alieni,
ma bianca lucente
la veste di gioia
d'un loro sorriso,
a rifletter sguardi
che d'infinito sanno,
da finestra d'occhi
piccoli e innocenti,
ove, inconsapevole,
troppo amor trabocca,
per uomini di pietra.

Intervalli di Cera Informe
Scoccare
pensieri
nel Sole nascente,
accecarsi la notte
di stelle predate,
demoliti i confini
opachi della carne
crocifissa al buio
da ricordi d'ossidiana,
estendo raggi le mani
a descrivere il cosmo
di nuove emozioni
navigando arcobaleni
su alato carro solare
che mi porta lontano,
oltre il giogo della morte.
Inventarsi il passato
e sognare il futuro
fingendo il presente
muto la pelle tatuata
da istanti d'abisso
come nero serpente.
Voci nella mente
che non conosco
mi parlano di me
che più non ricordo,
annego nel Lethe
fra petali d'onde
l'ultimo bagliore
d'un io rovesciato.
(non esiste il prima
e il poi in lettura
ad anello)

Alchimia d’un Waltzer Lento
»~~~>
Sciogliere Diamanti
M'invade la fredda lama
dell'analisi spietata e cruda
di raggi lunari indifferenti
fino alle grotte dell'io,
sulle tracce del dolore,
nella paranoia minuziosa,
a coagulare in gocce lente
la luce dei sogni smarriti
sui sentieri notturni.
»~~~> al Buio, piano,
Grida di bianco lo spettro
che invola orizzonti di fumo
nel manto d'ali vampire,
succhiando i colori alla vita
nel graffio all'oro di Klimt.
Capelli strappati dal vento
e adunche dita a tracciare
i segni nell'aria immota
l'addio all'istante che muore.
»~~~> per non ferirsi.

Trilla d’Argento l’Attesa
»~~~>
Scolpire fiori musicali
Corde parallele a misurar
sul bianco di stelle nere
il color delle note esplose
dal più prezioso legno antico
nella cifra bella d'armonia,
navigando sublimi incensi
e fiori di purpurea seta
le labbra a sbocciar di fiamma
»~~~> nel sorriso dei segreti
Notte vibra di pigra seta,
nell'informe affossar di corpi
in plastico scolpir l'amore,
fra le voci scoccate in volo
nei cieli di nuvole grevi,
su orizzonti d'occhi ciechi
in cesello di tocco fine,
nell'attesa di trilli argento
»~~~> che si ergono sull'onda.
|