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Croce nera |
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Avverti il gemito natio del
fato,
Quando nel vento raggrinza e
gonfia
L’onda umida di scirocco;
Mentre stringe nubi d’acqua e
memoria.
Là, il volto amato e’ ricordo
in fuga,
Delle stagioni sul baratro in
attesa,
D’un
riverbero di sole per vivere sempiterne.
La notte e’ una discesa.
Oh, non morire, non morire
mai.
Una rondine può perdere la
primavera;
La fossetta di
un’espressione,
E’ una fossa scavata che
occulta,
Il sorriso che piange dentro.
E tu
Ed io
Pronomi dispersi, non più
personali.
La notte e’ la nostra croce.
Arresa e resa
E il viso perse petali sul
fiume
Come un tulipano nero stinse
colori
Chino sul greto stava a
guardare
La
sentinella del tempo arresa alla morte.

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