|
 |
Lo sguardo del tempo |
 |
Nel nome il suo segreto é
nascosto.
Angoscia
per quello che c’abbandona,
e se lo fermi
significa che sei morto,
e se prosegue
significa che invecchi.
Drago dalla fiamma che
brucia,
il viso tanto amato che
s’allontana,
custode del silenzio dei
nostri giorni,
il richiamo delle sirene
sulle navi,
passano per dove non giungono
mai.
E ancora naviga
il dolore d’essermi stato
accanto
che nel ricordo cicatrice
lascia,
il segno d’un bacio sulla
bocca.
Oh, perché fuggi,
perché te ne vai!
Rimani!
Tempo
ferita d’abisso del mio
corpo.
E sia la cantilena delle
stelle
a ridarmi il sapore di questo
momento,
che già non sappia d’averlo
perduto
mentre ancora lo stavo
vivendo.
Oh, sguardo del tempo
perché ferisci le carni!
Il dilanio e’ un trapasso
che non ha riposo,
non incedere mai dentro me.
Fortezza arroccata sul
precipizio
non cadrò
non adesso, non ora.

|