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La condanna
Sono innocente e vengo condannata per qualche cosa che non ho commesso e mi ritrovo ancor sotto processo a questa sbarra sono l'imputata. Il dito accusatore m'hai puntato e giudichi dall'alto del tuo seggio ma quando sotto i colpi tuoi ondeggio non vuole certo dir che m'hai domato.
Ti pari dietro alla parola amore convinto che sia tutto un tuo diritto ma le parole aspre che m'hai inflitto a te non fanno certo molto onore. Che sono madre sempre lo rammento che sono moglie non ho dimenticato sei tu invece quello che ha scordato che sono donna e non solo ornamento.
Ho dei diritti come essere umano che non permetto a te di calpestare meglio morir che farmi ricattare son pronta ad affrontare l'uragano. Sono innocente non chiedo io clemenza ma solo ciò che è giusto e dignitoso finché la forza avrò per lottare oso gridar contro ogni forma di violenza.
Il tuo potere affondi come lama colpisci duro e ancora non m'arrendo lo sai che la mia anima non vendo soddisfi con la forza la tua brama. Ricorda un dì sarai... tu giudicato da chi la toga porta per davvero potresti ritrovarti prigioniero prendendo il metro che con me hai usato.
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