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Poeta
sensibile ha scritto molte poesie d'amore, non semplicemente rivolte alla
donna dei suoi sogni, ma a quell'amore senza confini che potremmo definire
"universale", carico di suggestioni e di spiritualità intensa ma priva di
estremismi religiosi, quasi laica o più semplicemente realistica, fra le
quali ho scelto per voi:
Tocco d'amore
O mondo
finchè io
non ti ho amato
la tua luce
di ricerca in ricerca
non trovò tutto il suo
tesoro:
l'intero universo
nel vuoto degli spazi
ha atteso
con la luce nella mano.
Il mio amore venne dal
canto
bisbigliò all'orecchio
e ti cinse il collo con
la sua collana.
Sorridente con occhio
estasiato
quello che ti ha dato in
segreto
nel segreto del tuo cuore
resterà fisso in eterno
in mezzo alla corona
delle stelle.
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Vita e morte
Io ho amato questa terra:
di crogiuolo in
crogiuolo,
di difficoltà in
difficoltà
ho legato ad essa la mia
vita.
la luce e le tenebre
dell'aurora e del
tramonto
andarono navigando nel
mio spirito.
Infine
la mia vita e la mia
terra
divennero una cosa sola.
Ho amato la luce della
terra
per questo amo la vita.
Tuttavia conosco la
realtà:
bisogna morire!
Un giorno le mie parole
non avranno più suono,
il mio occhio non
cercherà più dentro la luce,
il mio cuore non batterà
più
al richiamo ardente
dell'aurora,
la notte più non
sussurrerà al mio orecchio
misteriose parole.
Dopo il mio ultimo
sguardo,
dopo le mie estreme
parole
bisognerà andare.
Quando è reale
la necessità di restare
tanto è reale
la necessità di andare.
In tutto questo c'è
unione:
altrimenti l'universo per
tanto tempo
non avrebbe sopportato,
sorridente, tale inganno
crudele:
in questo tempo la sua
luce
come fiore colpito dal
verme
sarebbe diventata
tenebre. |
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Falsa religione
Quelli che in nome della
fede abbracciano l'illusione
Uccidono e vengono
uccisi.
Persino l'ateo ottiene le
benedizioni di Dio.
Non vantarti di questa
religione;
Con venerazione egli
accende la lampada della ragione
E rende il Suo omaggio
non alle scritture
Ma a quanto di buono vi è
nell'uomo.
Il settario insulta la
propria religione
Quando uccide un uomo di
altra fede:
Egli non giudica la
condotta alla luce della ragione;
Nel tempio innalza il
vessillo macchiato di sangue
E adora il demonio in
nome di Dio.
Tutto questo attraverso
le Ere è vergognoso e barbaro
Ha trovato rifugio nei
loro templi.
Quelli che si trasformano
in prigioni.
Ho udito il suono di
tromba della Distruzione!
Giunge con la sua grande
scopa il tempo
Per spazzare via ogni
rifiuto.
Quanto potrebbe rendere
libero l'uomo
Essi trasformano in
cenere;
Quanto potrebbe unire
Essi trasformano in
spada;
Quanto potrebbe portare
amore
Dalla sorgente
dell'Eterno,
Essi trasformano in
prigione
E con loro marosi
inondano il mondo.
Tentano di attraversare
il fiume
In un naviglio crivellato
di buchi;
E nella loro angoscia,
ora chi biasimano?
O Signore, spezzando la
falsa religione,
Salva il cieco!
Frantuma, oh frantuma
l'altare inondato di sangue.
Lascia che il tuono
penetri
Nel carcere della falsa
religione
E porta a questa infelice
terra
La luce della
Conoscenza.
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Dare-avere
Agli uccelli hai dato il
canto,
ed essi solo cantano.
A me hai dato la voce e
faccio di più,
io ti offro un canto.
Hai creato l'aria libera,
senza vincoli è tua
docile serva.
E me hai caricato di
fardelli
sotto il cui peso cammino
per la via
a volte curvo a volte
dritto:
di loro mi libero ad uno
ad uno
di morte in morte
e a mani vuote mi porto
ai tuoi piedi
libero nel tuo servizio
nella libertà mi sciolgo
dai legami che Tu mi hai
dato.
Hai dato il sorriso alla
luna piena;
hai versato infinite
bellezze
di sogni sulla terra
che generose versano
manna
a piene mani.
Sulla mia fronte
scottante hai messo dolore:
io lavo e rilavo con le
lacrime;
tramutato in gioia
lo riporto con le mie
mani
alla fine del giorno,
alla notte dell'unione.
Tu hai preparato solo un
mondo di fango
unendo la luce alle
tenebre.
Qui mi hai lasciato a
mani vuote
e lontano da questo
vuoto,
nascosto hai sorriso e
sorridi.
Mi hai dato la
responsabilità
di preparare il tuo
paradiso.
Tu doni a tutti,
solo a me Tu domandi.
Sorridente Tu scendi dal
trono
e prendi in seno
ciò che ti posso dare
nell'amore.
Nelle tue mani ricevi
più di quello
che Tu mi hai donato. |
Tra il 1928 e il 1941
Tagore mostra con successo un altro degli aspetti della sua natura artistica
e della sua ricca personalità, infatti espone opere pittoriche, sia in
Europa che negli Stati Uniti, producendo fra disegni e dipinti, circa 2400
opere di notevole valore artistico.
Nei pochi mesi che
precedono la sua morte l'Università di Oxford conferisce a Tagore la laurea
ad honorem, nel frattempo incontra nuovamente Gandhi e gli affida la sua
Istituzione, perché la preservi e la presieda dopo la sua morte.
Fra i tanti successi e
riconoscimenti raccolti, purtroppo non avrà la gioia di partecipare
all'evento, forse il più importante fra tutti, che si compirà nel 1947, con
il raggiungimento dell'indipendenza, poiché il suo destino terreno si
concluderà prima di tale evento, che lo porterà ad attraversare lo Stige
traghettandolo nell'al di là.
Fra le sue liriche, ho scelto di presentarvi questa, senza titolo, dalla
quale è possibile capire quale fine pensatore e in quale profondità
meditativa Tagore riusciva ad inoltrarsi, senza cadere nello scontato o nel
retorico:
L'incenso si strugge per
dissolversi in profumo,
Il profumo per aderire
all'incenso,
La melodia cerca di
incatenarsi nel ritmo,
Mentre il ritmo torna
fluendo alla melodia.
L'idea cerca il suo corpo
nella forma,
La forma cerca la sua
libertà nell'idea.
L.infinito cerca il tocco
del finito,
Il finito la sua
liberazione nell'infinito.
Quale dramma è questo tra
creazione e distruzione.
Questa perenne vicenda
tra idea e forma?
La servitù lotta per
raggiungere la libertà,
E la libertà cerca
riposo nella servitù.
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